M5S – CASALEGGIO – “DALLE PMI PARTE IL RILANCIO DELL’ECONOMIA”

Casaleggio si è incontrato alla Galleria d’arte moderna di Torino con un gruppo di imprenditori ai quali ha illustrato i programmi di M5S per il rilancio dell’economia.
“Io ho gli stessi problemi che avete voi, se li risolvo per me, li risolvo anche per voi”.
Casaleggio ha indicato alcuni punti programmatici del M5S per le piccole e medie imprese: l’attribuzione del Made in Italy solo alle imprese che producono in Italia, il pagamento dei crediti dello Stato in 60 giorni, accorpamento e semplificazione degli adempimenti fiscali che oggi comportano 50 giorni di lavoro di un commercialista, diminuzione graduale della tassazione sul reddito di impresa su parametri europei e defiscalizzazione nei primi due anni di vita, defiscalizzazione degli investimenti, chiusura di Equitalia, sconti contributivi per le assunzioni degli under 35, eliminazione dell’Irap, pagamento dell’Iva sulle fatture incassate.
 “Senza le piccole e medio imprese il Paese morirà. Le imprese sono il punto di partenza per qualsiasi politica successiva. L’anno scorso ha chiuso un’impresa al minuto. Di questo passo cosa rimarrà? Spesso le grandi imprese vivono di Stato, ovvero della tassazione della piccola e medio impresa. Dove prendiamo i soldi per fare tutto questo? Tagliando gli sprechi, di certo non aumentando la tassazione che va invece diminuita. L’Irap, che grava sulle imprese, costa 20 miliardi di euro l’anno. In Italia, e c’è uno studio che lo dimostra, i costi della politica sono superiori di circa 15 miliardi rispetto a Paesi comparabili come la Francia e la Gran Bretagna”
Ci vuole un piano di rientro da portare avanti nei prossimi 18 mesi. Le auto blu in Italia sono 7mila, ma poi ci sono quelle grigie, senza autista, altre 52mila. E otteniamo un parco macchine totale fornito dallo Stato di 59mila veicoli, gestito da 19mila persone. Escludendo le forze di polizia, il Quirinale, la Corte Costituzionale. Si può annullare l’Irap senza aumentare la pressione fiscale”.
“oltre a eliminare le auto grigie, altre risorse possono essere reperite dalla cancellazione delle missioni di pace, l’eliminazione dei contributi ai partiti, la riduzione, almeno della metà, delle consulenze esterne di Stato ed enti locali. E ancora, l’adeguamento dello stipendio dei parlamentari alla media europea, il taglio delle pensioni sopra i 5mila euro, il dimezzamento dello stipendio dei consiglieri regionali e l’individuazione dei costi inutili legati agli ospedali”. “la rinuncia agli F35 nell’arsenale dell’esercito, la cancellazione delle Province e l’accorpamento dei piccoli Comuni (sotto i 5mila abitanti). Bisogna coniugare efficienza e risparmio. Il problema delle Province non sono tanto i costi dei singoli impiegati, quanto le spese per affitto, pulizie e consulenze”
Innovazione: “Ogni anno faccio con la mia società un rapporto sull’e-commerce. Abito vicino a Ivrea e ho vissuto da vicino la grande Olivetti. Quello che vedo oggi è la totale distruzione, persino della speranza. Il Telespazio era un valore che avremmo dovuto preservare: ce lo siamo svenduto. L’Olivetti aveva 70mila persone che si occupavano di innovazione. E proprio sull’innovazione bisogna puntare. È previsto che nel 2015 ben il 50 per cento della popolazione europea farà acquisti online. Le imprese italiane che hanno deciso di vendere anche all’estero hanno fatto lì un euro su tre del loro fatturato. Chi porta la propria offerta all’estero attraverso la rete riesce, non a superare la crisi, ma almeno a sopravvivere”.
Banche: “La banca dev’essere legata al territorio. Ma oggi non è così. Le attuali sofferenze che stanno attraversando gli istituti di credito sono dovute anche a questo: non conoscono i soggetti a cui prestano i soldi. Una volta anche i dipendenti appartenevano al territorio, sapevano con chi stavano parlando. Il discorso della “banca globale” non è nelle nostre corde. Ma se la banca non sostiene le imprese sul territorio allora a cosa serve?”.
Il Parlamento: “Da parte nostra cerchiamo di far funzionare il parlamento al più presto. Abbiamo chiesto le commissioni, ma ci sono state rifiutate. È il primo passo però per avere delle leggi”.
Euro: M5S non vuole uscire dall’Euro. Il progetto M5S è di spiegare molto bene ai cittadini la situazione e vantaggi e svantaggi, e riconoscere loro la possibilità di esprimersi tramite un referendum. 

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