MILTON FRIEDMAN 1994

CORRIERECONOMIA. PARLA MILTON FRIEDMAN . I CONSIGLI ALLA SECONDA REPUBBLICA DEL PREMIO NOBEL AMERICANO, PADRE DEI FAMOSI CHICAGO BOYS
forza Italia? io vi dico sveglia Italia!
dovete privatizzare tutto seguendo il sistema della repubblica Ceca . e poi tagliate senza pieta’ la spesa pubblica: il welfare state e ‘ finito per sempre. e ancora: abolite i controlli amministrativi, lasciate in pace gli evasori fiscali, tornate alle gabbie salariali e fate fluttuare la lira

————————- PUBBLICATO —————————— PARLA MILTON FRIEDMAN . I CONSIGLI ALLA SECONDA REPUBBLICA DEL PREMIO NOBEL AMERICANO, PADRE DEI FAMOSI CHICAGO BOYS TITOLO: FORZA ITALIA? IO VI DICO SVEGLIA ITALIA! Dovete privatizzare tutto seguendo il sistema della repubblica Ceca. E poi tagliate senza pieta’ la spesa pubblica: il welfare state e’ finito per sempre. E ancora: abolite i controlli amministrativi, lasciate in pace gli evasori fiscali, tornate alle gabbie salariali e fate fluttuare la lira – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Ancora una stagione di gloria per il professor Milton Friedman, indigeno di Brooklyn, classe 1912. Prima gli anni dell’ universita’ di Chicago, profeta del laissez faire, poi gli ammiratori Ronald Reagan e Margaret Thatcher, i suoi allievi, i Chicago boys, che mettono in pratica la teoria, in corpore vili nel Cile del generale Augusto Pinochet. Nel 1976 il Nobel. Adesso la gloria italiana: il suo ex allievo Antonio Martino, ministro degli Esteri, il ministro del Bilancio, Giancarlo Pagliarini, che invoca il suo nome. Attivissimo, il nemico storico di Lord Keynes, del welfare state e dell’ intervento pubblico nell’ economia e’ soddisfatto dell’ attenzione italiana. E ha, naturalmente, un piano per la nostra economia, che anticipa dettagliatamente al Corriere della sera. “Per prima cosa voglio dirle che sono felice per la nomina del mio pupillo Martino a ministro degli Esteri. E bravo, intelligente, fara’ bene. Arrivate tardi, ma arrivate. Sveglia italiani: il comunismo e’ finito, il socialismo pure, lo stato semina disastri. Ci sono solo due modi per governare l’ economia. Uno: lo scambio volontario, il mercato. Due: il comando dall’ alto, militare o statale. Convivono sempre. Anche in Urss, ai tempi brezneviani, c’ era un po’ di piccolo mercato, L’ opposto era Hong Kong, dove lo stato contava meno del dieci per cento in economia, non c’ erano regole, l’ esempio storico di libero mercato. “Le riassumo il nostro credo, in cui spero il governo di Silvio Berlusconi vorra’ riconoscersi: l’ amministrazione statale deve provvedere solo servizi essenziali alla societa’ . Nel XIX secolo gli Stati Uniti spendevano una cifra irrisoria per l’ economia, e all’ apice dell’ Impero Britannico, gli inglesi non superavano il dieci. Lo stato deve assicurare solo la difesa, la proprieta’ privata, l’ ordine e la legge, le elezioni, il sistema giudiziario. Punto. Purtroppo deve esserci una legge e un sistema fiscale, ma la proprieta’ privata deve essere libera. E come puo’ pensare lei di possedere una casa se lo stato le impone l’ equo canone? E come puo’ pensare di possedere un vestito se lo stato le impone di comprarne uno fatto nel Paese?”. Breve pausa. Il professore riprende: “Ah, lo stato deve pure regolare la politica monetaria”. Se Hong Kong era il paradiso del libero mercato e l’ Urss il suo Inferno, cos’ e’ l’ Italia, un Purgatorio? E gli Stati Uniti il Limbo? “Guardi che l’ Italia e’ molto piu’ libera di quel che voi credete, grazie al mercato nero e all’ evasione fiscale. Il mercato nero, Napoli, e l’ evasione fiscale hanno salvato il vostro Paese, sottraendo ingenti capitali al controllo delle burocrazie statali. E per questo io ho piu’ fiducia nell’ Italia di quel che si possa avere dalle statistiche, che sono pessimiste. Il vostro mercato nero e’ un modello di efficienza. Il governo un modello di inefficienza. In certe situazioni un evasore e’ un patriota. Ci sono tasse immorali. Non facciamo moralismi, un conto e’ rubare o uccidere, un conto evadere le tasse. Lei ha mai conosciuto qualcuno che obietta al contrabbando, se non semplicemente per il pericolo di venir catturato?”. Avete capito cosi’ , dalla viva voce di Friedman il suo credo, come condensato nel celebre volume, scritto con Anna Schwartz sulla storia della politica monetaria americana e come tramandato agli allievi: il Welfare state offende i valori antichi dell’ umanesimo, argomentava gia’ nel 1962 “Capitalism and Freedom”, scritto con la moglie Rose. Ora ascoltate il profeta sull’ Italia. “Siete un grande Paese. Grande tradizione di mercato, voi inventate banche e contabilita’ . Allora dovete passare dal 50 per cento dell’ economia controllata dallo stato al 10 per cento. Ecco come: 1) Privatizzare. 2) Privatizzare. 3) Privatizzare. Dovete privatizzare l’ Eni? Ecco la ricetta. Niente polemiche sbagliate tra nocciolo duro di azionisti scelti e azionariato popolare diffuso. Seguite il metodo della repubblica ceca. Ogni cittadino avra’ dei buoni, perche’ sono i cittadini, con le tasse, che hanno pagato questi giganti. Questi buoni saranno redimibili con azioni. Ogni cittadino un capitalista. Altrimenti si centralizza la proprieta’ e noi vogliamo disperdere! Hanno fatto cosi’ anche in British Columbia e ha funzionato. 4) Dopo la privatizzazione, tagliate la spesa pubblica e tagliate le tasse. Infischiatevene del deficit,il deficit sono tasse. Conta ridurre la spesa. Se spendete 100 e ricavate 50 in tasse, da dove vengono le altre 50 lire? Da tasse nascoste, comunque, mica credera’ in Babbo Natale? 5) Abrogate ogni tariffa e controllo, le quote sulle automobili, i computer, i prodotti giapponesi. State alla larga dalle burocrazie europee e dai serpenti monetari. Lasciate fluttuare la lira in liberta’ . Se il governo fa bene sara’ forte, altrimenti, se va male, capirete che l’ estero vi critica. Ritorno alle gabbie salariali, subito”. Professor Friedman, ascolti l’ avvocato del Diavolo keynesiano: i Chicago Boys hanno appoggiato un dittatore crudele come Pinochet e l’ economia cilena non e’ comunque svizzera; la deregulation ha stroncato varie industrie americane; il deficit creato da Ronald Reagan lo ricorderanno parecchie generazioni; quanto a ridurre la spesa pubblica, furono gli investimenti massicci nell’ industria militare la sigla degli anni di Reagan; oggi alla Casa Bianca risiede un neokeynesiano. “Il Cile e’ un fiore, i ragazzi arrivarono con l’ inflazione al 2000 per cento e la stroncarono in poco tempo. E con il risanamento e’ arrivata anche la democrazia. Privatizzarono tutto, la previdenza, la scuola, con certificati speciali per chi va alla scuola privata. Guardi il Brasile e guardi il Cile, oggi. Negli Stati Uniti il caos lo provoco’ George Bush, alzando le tasse. Reagan, riducendole dall’ 85 per cento al 28, in certi casi, ottenne la piu’ lunga ripresa economica del dopoguerra. Certo, ci fu la forte spesa militare, ma nacque da considerazioni politiche, ridurre sul lastrico l’ Urss, non economiche. I ricchi si arricchirono e i poveri si impoverirono? Questa e’ la regola delle societa’ tecnologiche, dove chi ha molto sapere fa soldi e chi non e’ specializzato, fa la fame. Lo vedrete presto anche in Italia. Bush si innamoro’ invece degli ecologisti con il Clean Air Act, con le leggi a favore degli handicappati e distrusse la ripresa. Clinton non fa nulla: e’ neutrale, sull’ economia non ha mosso un dito”. Con Silvio Berlusconi arriva al governo un imprenditore e in Italia c’ e’ preoccupazione. “Sciocchezze. Non conosco Berlusconi, ma non credo che essere un imprenditore di successo comporti la squalifica come politico. Anzi! Spero faccia coppia con Antonio Martino che e’ stato abilissimo a scegliere gli Esteri e non un dicastero economico. Oggi l’ economia si governa dall’ estero, il mercato e’ mondiale. Martino fara’ come George Shultz, che da ministro del Tesoro non cavo’ un ragno dal buco e da segretario di stato fece fare al paese molti affari”.

Riotta Gianni

Pagina 17
(30 maggio 1994) – Corriere della Sera

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